Rose rosse: “Pd aperto alla società civile”
Col “Manifesto di Manfredonia” è nata la rete interregionale delle
“Rose Rosse” dal Sud, che lavorerà per un Pd aperto alla società
civile. Nel coordinamento nazionale è stata nominata Elvira
Santaniello, sannita d'adozione, membro del Circolo territoriale di
San Giorgio del Sannio e componente dell'esecutivo nazionale del
circolo on line del Pd “Barack Obama”. L’idea di creare una Rete
tra persone fisiche di diversa provenienza, desiderose di
aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’impegno
politico, nasce - si legge in una nota - dall’esigenza di rendere
partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando
i confini locali dei Circoli territoriali con l’idea di affiancarne
e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro
interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità
verso l’esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero
essere l’espressione più democratica della base dei militanti, sono
solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano
la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità
aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi
di un messaggio politico unitario e credibile. E’ importante avere
un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e
stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai
detentori del “potere decisionale”, i quali devono dare effettivi
riscontri durante l’esercizio del proprio mandato
politico-istituzionale. Funzione e obiettivi - La Rete delle Rose
Rosse parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica
assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a
ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito
rappresentanza. C’è un sud che si è già aperto all’Italia e
considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione
localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali,
amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con
orgoglio alla conoscenza del mondo. C’è la necessità di
riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto
al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende
svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al
Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società
civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi
delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli
decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte
concrete. E’ un modello aperto di partecipazione e di relazione
interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di
vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno
e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito
dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri
itineranti nella diverse regioni. Contenuti e proposte - I
principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni
dei partecipanti alla Rete sono: 1. Organizzazione interna Bisogna
dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la
contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti
le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo
esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di
delusione e di scetticismo circa la gestione del PD, che pervade
moltissima gente. L’unità del partito non deve essere messa in
discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e
responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di
correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti
individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico
–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie
quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni),
nell’interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di
scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove
l’etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe
dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri
su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le
condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve
divenire il perno di ogni attività politica. E’ opportuno
promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i
candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri
oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione,
esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da
coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di
policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il
nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale. Alcuni
temi programmatici - Riteniamo che ci siano alcuni temi che devono
caratterizzare la politica unitaria del PD e diventarne i pilastri,
dai quali non si può prescindere quali: 1. Ecopolitica Sicurezza,
competitività e sostenibilità delle politiche energetiche nel
quadro della lotta ai cambiamenti climatici per contrastare il
riscaldamento globale, è riconosciuta essere una delle maggiori
sfide che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare nel
21° secolo. E’ una sfida globale fortemente attuale e
indispensabile da affrontare, per salvaguardare l’ambiente. La
politica del Pd deve essere incentrata su questioni che riguardano
le politiche energetiche (contrarie alle centrali nucleari, a
favore del risparmio, dell’efficienza e dell’uso di energie
rinnovabili), le politiche ambientali ed ecologiche (gestione dei
rifiuti, delle acque, etc), e dello sviluppo sostenibile e
responsabile (turismo, cultura, identità locali, natura). 2.
Politiche giovanili Rispetto per i giovani significa proporre loro
modelli di riferimento, per risolvere il problema della corruzione,
riuscendo a creare le condizioni per il loro inserimento
lavorativo, realizzando percorsi formativi di cultura politica.
Problema dell’ascolto, i giovani non dicono nulla di autonomo, sono
spesso cooptati, mentre invece devono essere protagonisti attivi e
determinanti, per creare un patto tra le diverse generazioni grazie
al quale ciascuno si potrà sacrificare per il bene comune. Idea
della creazione di un Polo Interregionale di team project europe,
per evitare la dispersione di tanti giovani che si formano a master
e corsi di alta formazione, consentendo di rapportarsi al mercato
con maggiore forza, mettendo a frutto le professionalità acquisite
sul piano teorico. Lo strumento finanziario per attivare tale Polo
può essere quello dei Fondi strutturali UE, attraverso i programmi
Operativi nazionali – Pon 2007-2013, rivolti all’Obiettivo
Convergenza. E’ necessario eliminare gli sprechi per investire una
buona parte del PIL nella ricerca ed incentivare le assunzioni dei
giovani laureati. Appello ai candidati alla segreteria nazionale I
militanti e i simpatizzanti sono stati delusi dal racconto di lotte
interne difficili da capire e spiazzati dalla mancanza di posizioni
politiche chiare e nette. Oggi chiedono di essere ascoltati perché
non si fidano più. Sul piano programmatico si chiede ai candidati
alla segreteria nazionale, in attesa di decidere in tempi brevi
quale delle rispettive mozioni appoggiare, di accogliere la nostre
istanze riferite a: Questione morale e meritocrazia, da affrontare
con scelte politiche coerenti, pragmatiche ed efficaci. Priorità
tematiche incentrate su Ecopolitica e politiche giovanili, come
precedentemente esposto; Sul piano politico, bisogna intervenire
con le necessarie riforme legislative per modificare il sistema
elettorale vigente, ridurre i privilegi e i costi della politica,
diminuire il numero dei deputati; Il Sistema delle primarie vere
deve diventare lo strumento democratico per decidere chi deve
essere il nostro rappresentante, da vivere come un processo lento e
consapevole, per arrivare alle elezioni attraverso un vero processo
partecipativo di democrazia.
per conoscere la rete entra nel social network http://reteroserossepd.ning.com/
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