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domenica 19 luglio 2009
sabato 18 luglio 2009
Le Rose del Partito Democratico
A Manfredonia sbocciano le Rose Rosse del Sud: una voce autorevole nel processo riformista del PD.
MANFREDONIA (Foggia) - Sebbene non abbia ottenuto un numero di voti adeguato per andare a Strasburgo, Cinzia De Marzo, candidata PD al Parlamento Europeo, ha ottenuto ben tredicimila voti ( distribuiti in sei Regioni), un numero importante che le dà comunque grande visibilità politica ed una solida base per rincominciare a realizzare il suo ambizioso progetto.
Infatti dopo una brevissima quanto fisiologica delusione iniziale, per la sconfitta elettorale, la De Marzo ha deciso di rimboccarsi le maniche, di non vanificare il lavoro effettuato sul territorio nella trascorsa campagna elettorale, e anzi forte di questa esperienza, di ripartire per un “nuovo corso”. Un atto dovuto per non deludere le aspettative delle numerose persone che hanno creduto in lei, come speranza di cambiamento, esprimendo il proprio voto in suo favore.
La sola cittadina di Manfredonia le ha regalato il maggior numero di voti ( ben 700, seconda solo a Bari, sua città di residenza) ed è per questo motivo, per gratitudine alla sua cittadinanza, che è stata scelta come punto di ripartenza.
Proprio come fece Diomede l’eroe omerico che all’ indomani delle brutture e distruzioni della Guerra di Troia, alla ricerca di un terreno più fecondo giunse sull’attuale Gargano per ricominciare, gettando così le basi della grande civiltà della nostra amata Puglia.
Pertanto lo scorso sabato 11 luglio, Cinzia De Marzo, con un invito aperto ai circoli politici del Sud Italia e alla società civile, ha indetto a Manfredonia una riunione organizzativa presso l’Associazione Culturale Diomedes per discutere del futuro del PD, con un atteggiamento sì riformista ma al contempo costruttivo e propositivo.
Sono arrivati numerosi, da ogni parte del meridione ( anche dai circoli salentini del Pd), per ascoltarla e per dare il loro contributo personale.
Da questo incontro è nato un vero e proprio “Manifesto di Manfredonia”, un documento che getta le basi del nuovo corso, in previsione del Congresso che si terrà a ottobre sulla scelta della leadership del maggior partito di opposizione.
Il progetto ambizioso scaturito, prevede la creazione di una rete interregionale “La rete delle Rose Rosse” “una rete - si legge nel documento - tra persone di diversa provenienza, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’ impegno politico (…) superando i confini territoriali in una dimensione di respiro interregionale in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l’ esterno del partito.
L’obiettivo è dunque superare il modus operandi dei vari Circoli territoriali che anzichè essere l’ espressione più democratica dei militanti del partito stesso, sono spesso invece presenti solo sulla carta, non aggregano la gente, non si rapportano direttamente con i cittadini, finendo col diventare mere entità astratte.
La Rete delle Rose Rosse parte dal Sud ma vuole ridurre le distanze con il nord, valorizzando le virtuose esperienze imprenditoriali, formative e amministrative locali e troppo a lungo sottovalutate.
In tal senso, la Rete intende infatti svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al PD, di istanze e proposte provenienti dalla società civile ma anche di interlocuzione diretta con i vari livelli istituzionali affinchè siano fornite risposte concrete.
Un modello di relazione interregionale aperto e dinamico che si avvale virtualmente di un social network (http://reteroserossepd.ning.com/) e fisicamente di incontri itineranti nelle diverse regioni.
La vera urgenza è la riorganizzazione del PD che “deve” superare le contraddizioni interne, causa dell’ attuale sentimento di delusione e scetticismo che pervade moltissima gente.
“L’unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre un’ immagine diversa di maggiore serietà e trasparenza (…) dando esempi di correttezza e coerenza, negli impegni assunti sul piano politico istituzionale, nell’ interesse delle classi più deboli da proteggere.
Occorrono nuovi scenari programmatici che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale creando reali condizioni di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica”.
Stabilito questo, a livello generale, Cinzia De Marzo riprende alcune tematiche a lei care, tematiche che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale e che auspica diventino pilastri programmatici del PD nazionale: l’ecopolitica e le politiche giovanili, entrambi temi di urgente trattazione in quanto proiettati nell’ immediato futuro.
Quanto all’ecopolitica la comunità internazionale è ormai unanime nel considerare il riscaldamento globale, e i conseguenti cambiamenti climatici e desertificiazione, una delle maggiori sfide globali del nostro secolo. “L’ambiente non è un sottosistema ma un macrosistema in cui tutti siamo destinati a convivere, prima ne diventiamo coscienti meglio sarà per tutti”.
La linea del PD deve essere dunque di salvaguardia dell’ ambiente, con politiche energetiche contratrie alle centrali nucleari e favorevoli all’ uso di energie rinnovabili, con politiche ecologiche (gestione rifiuti, delle acque ecc.) e volte allo sviluppo sostenibile (turismo, cultura, identità locali, natura).
Secondo punto è l’elaborazione di politiche giovanili, i giovani sono il nostro futuro ma spesso non trovando spazio nel proprio contesto territoriale sono ancora costretti a fare le valige per il nord o addirittura all’ estero per vedere valorizzare i propri titoli, con una tragica emoraggia di risorse umane necessarie allo sviluppo stesso del nostro territorio.
L’ idea è quella di creare un Polo Interregionale di “team project europe” che permetta ai giovani di mettere a frutto le professionalità acquisite sul piano teorico.
Lo strumento finanziario per attivare tale Polo potrebbe essere quello dei fondi strutturali dell’ UE, ma soprattutto i fondi derivanti dall’ eliminazione degli sprechi, dei privilegi e dei spropositati costi della politica attuale, con necesarie riforme legislative, in modo tale da destinare buona parte del PIL nella creazione di nuove opportunità di sviluppo e nell’ inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Questo l’ambizioso disegno che con grande entusiasmo, ottimismo e determinazione, Cinzia De Marzo ha delineato, dando vita alle Rose Rosse del Pd, e come si dice “Se son rose… fioriranno!”
Francesco Mattia Ferrara
A Manfredonia sbocciano le Rose Rosse del Sud: una voce autorevole nel processo riformista del PD.
MANFREDONIA (Foggia) - Sebbene non abbia ottenuto un numero di voti adeguato per andare a Strasburgo, Cinzia De Marzo, candidata PD al Parlamento Europeo, ha ottenuto ben tredicimila voti ( distribuiti in sei Regioni), un numero importante che le dà comunque grande visibilità politica ed una solida base per rincominciare a realizzare il suo ambizioso progetto.
Infatti dopo una brevissima quanto fisiologica delusione iniziale, per la sconfitta elettorale, la De Marzo ha deciso di rimboccarsi le maniche, di non vanificare il lavoro effettuato sul territorio nella trascorsa campagna elettorale, e anzi forte di questa esperienza, di ripartire per un “nuovo corso”. Un atto dovuto per non deludere le aspettative delle numerose persone che hanno creduto in lei, come speranza di cambiamento, esprimendo il proprio voto in suo favore.
La sola cittadina di Manfredonia le ha regalato il maggior numero di voti ( ben 700, seconda solo a Bari, sua città di residenza) ed è per questo motivo, per gratitudine alla sua cittadinanza, che è stata scelta come punto di ripartenza.
Proprio come fece Diomede l’eroe omerico che all’ indomani delle brutture e distruzioni della Guerra di Troia, alla ricerca di un terreno più fecondo giunse sull’attuale Gargano per ricominciare, gettando così le basi della grande civiltà della nostra amata Puglia.
Pertanto lo scorso sabato 11 luglio, Cinzia De Marzo, con un invito aperto ai circoli politici del Sud Italia e alla società civile, ha indetto a Manfredonia una riunione organizzativa presso l’Associazione Culturale Diomedes per discutere del futuro del PD, con un atteggiamento sì riformista ma al contempo costruttivo e propositivo.
Sono arrivati numerosi, da ogni parte del meridione ( anche dai circoli salentini del Pd), per ascoltarla e per dare il loro contributo personale.
Da questo incontro è nato un vero e proprio “Manifesto di Manfredonia”, un documento che getta le basi del nuovo corso, in previsione del Congresso che si terrà a ottobre sulla scelta della leadership del maggior partito di opposizione.
Il progetto ambizioso scaturito, prevede la creazione di una rete interregionale “La rete delle Rose Rosse” “una rete - si legge nel documento - tra persone di diversa provenienza, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’ impegno politico (…) superando i confini territoriali in una dimensione di respiro interregionale in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l’ esterno del partito.
L’obiettivo è dunque superare il modus operandi dei vari Circoli territoriali che anzichè essere l’ espressione più democratica dei militanti del partito stesso, sono spesso invece presenti solo sulla carta, non aggregano la gente, non si rapportano direttamente con i cittadini, finendo col diventare mere entità astratte.
La Rete delle Rose Rosse parte dal Sud ma vuole ridurre le distanze con il nord, valorizzando le virtuose esperienze imprenditoriali, formative e amministrative locali e troppo a lungo sottovalutate.
In tal senso, la Rete intende infatti svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al PD, di istanze e proposte provenienti dalla società civile ma anche di interlocuzione diretta con i vari livelli istituzionali affinchè siano fornite risposte concrete.
Un modello di relazione interregionale aperto e dinamico che si avvale virtualmente di un social network (http://reteroserossepd.ning.com/) e fisicamente di incontri itineranti nelle diverse regioni.
La vera urgenza è la riorganizzazione del PD che “deve” superare le contraddizioni interne, causa dell’ attuale sentimento di delusione e scetticismo che pervade moltissima gente.
“L’unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre un’ immagine diversa di maggiore serietà e trasparenza (…) dando esempi di correttezza e coerenza, negli impegni assunti sul piano politico istituzionale, nell’ interesse delle classi più deboli da proteggere.
Occorrono nuovi scenari programmatici che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale creando reali condizioni di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica”.
Stabilito questo, a livello generale, Cinzia De Marzo riprende alcune tematiche a lei care, tematiche che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale e che auspica diventino pilastri programmatici del PD nazionale: l’ecopolitica e le politiche giovanili, entrambi temi di urgente trattazione in quanto proiettati nell’ immediato futuro.
Quanto all’ecopolitica la comunità internazionale è ormai unanime nel considerare il riscaldamento globale, e i conseguenti cambiamenti climatici e desertificiazione, una delle maggiori sfide globali del nostro secolo. “L’ambiente non è un sottosistema ma un macrosistema in cui tutti siamo destinati a convivere, prima ne diventiamo coscienti meglio sarà per tutti”.
La linea del PD deve essere dunque di salvaguardia dell’ ambiente, con politiche energetiche contratrie alle centrali nucleari e favorevoli all’ uso di energie rinnovabili, con politiche ecologiche (gestione rifiuti, delle acque ecc.) e volte allo sviluppo sostenibile (turismo, cultura, identità locali, natura).
Secondo punto è l’elaborazione di politiche giovanili, i giovani sono il nostro futuro ma spesso non trovando spazio nel proprio contesto territoriale sono ancora costretti a fare le valige per il nord o addirittura all’ estero per vedere valorizzare i propri titoli, con una tragica emoraggia di risorse umane necessarie allo sviluppo stesso del nostro territorio.
L’ idea è quella di creare un Polo Interregionale di “team project europe” che permetta ai giovani di mettere a frutto le professionalità acquisite sul piano teorico.
Lo strumento finanziario per attivare tale Polo potrebbe essere quello dei fondi strutturali dell’ UE, ma soprattutto i fondi derivanti dall’ eliminazione degli sprechi, dei privilegi e dei spropositati costi della politica attuale, con necesarie riforme legislative, in modo tale da destinare buona parte del PIL nella creazione di nuove opportunità di sviluppo e nell’ inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Questo l’ambizioso disegno che con grande entusiasmo, ottimismo e determinazione, Cinzia De Marzo ha delineato, dando vita alle Rose Rosse del Pd, e come si dice “Se son rose… fioriranno!”
Francesco Mattia Ferrara
mercoledì 15 luglio 2009
Elvira Santaniello è nel coordinamento nazionale della Rete Interregionale del Pd Il movimento intende svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al partito.
Elvira Santaniello, membro del Circolo territoriale di San Giorgio del Sannio e dell'Esecutivo Nazionale del Circolo del Pd on line Barack Obama, è stata nominata nel Coordinamento Nazionale della Rete Interregionale del Partito. "L'idea di creare una Rete tra persone fisiche di diversa provenienza – si legge in una nota -, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l'impegno politico, nasce dall'esigenza di rendere partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando i confini locali dei Circoli territoriali con l'idea di affiancarne e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l'esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero essere l'espressione più democratica della base dei militanti, sono solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi di un messaggio politico unitario e credibile. E' importante avere un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai detentori del "potere decisionale", i quali devono dare effettivi riscontri durante l’esercizio del proprio mandato politico-istituzionale". "La Rete delle Rose Rosse - prosegue la nota - parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito rappresentanza. C'è un sud che si è già aperto all'Italia e considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali, amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con orgoglio alla conoscenza del mondo. C'è la necessità di riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte concrete. E' un modello aperto di partecipazione e di relazione interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri itineranti nella diverse regioni". "I principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni dei partecipanti alla Rete sono: Organizzazione interna del Pd Bisogna dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di delusione e di scetticismo circa la gestione del Pd, che pervade moltissima gente. L'unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni), nell'interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove l'etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica. E' opportuno promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione, esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale".
Elvira Santaniello, membro del Circolo territoriale di San Giorgio del Sannio e dell'Esecutivo Nazionale del Circolo del Pd on line Barack Obama, è stata nominata nel Coordinamento Nazionale della Rete Interregionale del Partito. "L'idea di creare una Rete tra persone fisiche di diversa provenienza – si legge in una nota -, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l'impegno politico, nasce dall'esigenza di rendere partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando i confini locali dei Circoli territoriali con l'idea di affiancarne e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l'esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero essere l'espressione più democratica della base dei militanti, sono solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi di un messaggio politico unitario e credibile. E' importante avere un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai detentori del "potere decisionale", i quali devono dare effettivi riscontri durante l’esercizio del proprio mandato politico-istituzionale". "La Rete delle Rose Rosse - prosegue la nota - parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito rappresentanza. C'è un sud che si è già aperto all'Italia e considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali, amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con orgoglio alla conoscenza del mondo. C'è la necessità di riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte concrete. E' un modello aperto di partecipazione e di relazione interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri itineranti nella diverse regioni". "I principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni dei partecipanti alla Rete sono: Organizzazione interna del Pd Bisogna dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di delusione e di scetticismo circa la gestione del Pd, che pervade moltissima gente. L'unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni), nell'interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove l'etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica. E' opportuno promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione, esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale".
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Gazzetta Benevento.it
PD: da Manfredonia il Manifesto delle Rose Rosse Più coordinamento e apertura alla società. Elvira Santaniello nominata coordinatrice. Dall’incontro di sabato a Manfredonia, il giovani del PD hanno elaborato il MANIFESTO DI MANFREDONIA, che suggella la creazione delle rete interregionale denominata “la Rete delle "Rose Rosse" al fine di favorire il confronto tra gli iscritti, superando i confini locali dei Circoli territoriali e rafforzando i rapporto con la comunità . Tra i coordinatori delle rete a livello nazionale è stata nominata anche Elvira Santaniello del Circolo PD San Giorgio del Sannio (Bn) e Circolo online Barack Obama. Secondo gli organizzatori “la Rete delle Rose Rosse parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito rappresentanza”. La Rete avrà prioritariamente la funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al PD, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società civile, di elaborazione di proposte condivise e di interlocuzione diretta con i livelli decisionali e istituzionali. Si avvarrà di un coordinamento interno, di un social network ed un sito dedicato con relativo blog. Tra i punti programmatici della Rete,
l’organizzazione interna del partito democratico attraverso una coerenza di valori all’insegna della responsabilità, della moralità e della trasparenza Secondo i promotori del manifesto “è opportuno promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione, esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell´attività di policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale”. Sicurezza, competitività e sostenibilità delle politiche, attenzione alle politiche giovanili attraverso la creazione di un Polo Interregionale di team project europe con Fondi strutturali UE, al fine di evitare la dispersione di tanti giovani i temi su cui il PD lavorerà fortemente, la linee programmatiche. E proprio sulle linee programmatiche i promotori del Manifesto lanciano un appello ai candidati alla segreteria nazionale in vista del prossimo congresso di Ottobre affinché siano accolte “le nostre istanze riferite alla Questione morale e alla meritocrazia,Ecopolitica e politiche giovanili da affrontare con scelte politiche coerenti, pragmatiche ed efficaci”. “Sul piano politico –aggiungono - bisogna intervenire con le necessarie riforme legislative per modificare il sistema elettorale vigente, ridurre i privilegi e i costi della politica, diminuire il numero dei
deputati”.
l’organizzazione interna del partito democratico attraverso una coerenza di valori all’insegna della responsabilità, della moralità e della trasparenza Secondo i promotori del manifesto “è opportuno promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione, esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell´attività di policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale”. Sicurezza, competitività e sostenibilità delle politiche, attenzione alle politiche giovanili attraverso la creazione di un Polo Interregionale di team project europe con Fondi strutturali UE, al fine di evitare la dispersione di tanti giovani i temi su cui il PD lavorerà fortemente, la linee programmatiche. E proprio sulle linee programmatiche i promotori del Manifesto lanciano un appello ai candidati alla segreteria nazionale in vista del prossimo congresso di Ottobre affinché siano accolte “le nostre istanze riferite alla Questione morale e alla meritocrazia,Ecopolitica e politiche giovanili da affrontare con scelte politiche coerenti, pragmatiche ed efficaci”. “Sul piano politico –aggiungono - bisogna intervenire con le necessarie riforme legislative per modificare il sistema elettorale vigente, ridurre i privilegi e i costi della politica, diminuire il numero dei
deputati”.
Rose rosse: “Pd aperto alla società civile”
Col “Manifesto di Manfredonia” è nata la rete interregionale delle
“Rose Rosse” dal Sud, che lavorerà per un Pd aperto alla società
civile. Nel coordinamento nazionale è stata nominata Elvira
Santaniello, sannita d'adozione, membro del Circolo territoriale di
San Giorgio del Sannio e componente dell'esecutivo nazionale del
circolo on line del Pd “Barack Obama”. L’idea di creare una Rete
tra persone fisiche di diversa provenienza, desiderose di
aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’impegno
politico, nasce - si legge in una nota - dall’esigenza di rendere
partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando
i confini locali dei Circoli territoriali con l’idea di affiancarne
e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro
interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità
verso l’esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero
essere l’espressione più democratica della base dei militanti, sono
solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano
la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità
aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi
di un messaggio politico unitario e credibile. E’ importante avere
un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e
stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai
detentori del “potere decisionale”, i quali devono dare effettivi
riscontri durante l’esercizio del proprio mandato
politico-istituzionale. Funzione e obiettivi - La Rete delle Rose
Rosse parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica
assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a
ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito
rappresentanza. C’è un sud che si è già aperto all’Italia e
considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione
localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali,
amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con
orgoglio alla conoscenza del mondo. C’è la necessità di
riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto
al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende
svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al
Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società
civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi
delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli
decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte
concrete. E’ un modello aperto di partecipazione e di relazione
interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di
vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno
e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito
dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri
itineranti nella diverse regioni. Contenuti e proposte - I
principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni
dei partecipanti alla Rete sono: 1. Organizzazione interna Bisogna
dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la
contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti
le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo
esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di
delusione e di scetticismo circa la gestione del PD, che pervade
moltissima gente. L’unità del partito non deve essere messa in
discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e
responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di
correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti
individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico
–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie
quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni),
nell’interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di
scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove
l’etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe
dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri
su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le
condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve
divenire il perno di ogni attività politica. E’ opportuno
promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i
candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri
oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione,
esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da
coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di
policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il
nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale. Alcuni
temi programmatici - Riteniamo che ci siano alcuni temi che devono
caratterizzare la politica unitaria del PD e diventarne i pilastri,
dai quali non si può prescindere quali: 1. Ecopolitica Sicurezza,
competitività e sostenibilità delle politiche energetiche nel
quadro della lotta ai cambiamenti climatici per contrastare il
riscaldamento globale, è riconosciuta essere una delle maggiori
sfide che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare nel
21° secolo. E’ una sfida globale fortemente attuale e
indispensabile da affrontare, per salvaguardare l’ambiente. La
politica del Pd deve essere incentrata su questioni che riguardano
le politiche energetiche (contrarie alle centrali nucleari, a
favore del risparmio, dell’efficienza e dell’uso di energie
rinnovabili), le politiche ambientali ed ecologiche (gestione dei
rifiuti, delle acque, etc), e dello sviluppo sostenibile e
responsabile (turismo, cultura, identità locali, natura). 2.
Politiche giovanili Rispetto per i giovani significa proporre loro
modelli di riferimento, per risolvere il problema della corruzione,
riuscendo a creare le condizioni per il loro inserimento
lavorativo, realizzando percorsi formativi di cultura politica.
Problema dell’ascolto, i giovani non dicono nulla di autonomo, sono
spesso cooptati, mentre invece devono essere protagonisti attivi e
determinanti, per creare un patto tra le diverse generazioni grazie
al quale ciascuno si potrà sacrificare per il bene comune. Idea
della creazione di un Polo Interregionale di team project europe,
per evitare la dispersione di tanti giovani che si formano a master
e corsi di alta formazione, consentendo di rapportarsi al mercato
con maggiore forza, mettendo a frutto le professionalità acquisite
sul piano teorico. Lo strumento finanziario per attivare tale Polo
può essere quello dei Fondi strutturali UE, attraverso i programmi
Operativi nazionali – Pon 2007-2013, rivolti all’Obiettivo
Convergenza. E’ necessario eliminare gli sprechi per investire una
buona parte del PIL nella ricerca ed incentivare le assunzioni dei
giovani laureati. Appello ai candidati alla segreteria nazionale I
militanti e i simpatizzanti sono stati delusi dal racconto di lotte
interne difficili da capire e spiazzati dalla mancanza di posizioni
politiche chiare e nette. Oggi chiedono di essere ascoltati perché
non si fidano più. Sul piano programmatico si chiede ai candidati
alla segreteria nazionale, in attesa di decidere in tempi brevi
quale delle rispettive mozioni appoggiare, di accogliere la nostre
istanze riferite a: Questione morale e meritocrazia, da affrontare
con scelte politiche coerenti, pragmatiche ed efficaci. Priorità
tematiche incentrate su Ecopolitica e politiche giovanili, come
precedentemente esposto; Sul piano politico, bisogna intervenire
con le necessarie riforme legislative per modificare il sistema
elettorale vigente, ridurre i privilegi e i costi della politica,
diminuire il numero dei deputati; Il Sistema delle primarie vere
deve diventare lo strumento democratico per decidere chi deve
essere il nostro rappresentante, da vivere come un processo lento e
consapevole, per arrivare alle elezioni attraverso un vero processo
partecipativo di democrazia.
Col “Manifesto di Manfredonia” è nata la rete interregionale delle
“Rose Rosse” dal Sud, che lavorerà per un Pd aperto alla società
civile. Nel coordinamento nazionale è stata nominata Elvira
Santaniello, sannita d'adozione, membro del Circolo territoriale di
San Giorgio del Sannio e componente dell'esecutivo nazionale del
circolo on line del Pd “Barack Obama”. L’idea di creare una Rete
tra persone fisiche di diversa provenienza, desiderose di
aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’impegno
politico, nasce - si legge in una nota - dall’esigenza di rendere
partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando
i confini locali dei Circoli territoriali con l’idea di affiancarne
e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro
interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità
verso l’esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero
essere l’espressione più democratica della base dei militanti, sono
solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano
la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità
aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi
di un messaggio politico unitario e credibile. E’ importante avere
un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e
stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai
detentori del “potere decisionale”, i quali devono dare effettivi
riscontri durante l’esercizio del proprio mandato
politico-istituzionale. Funzione e obiettivi - La Rete delle Rose
Rosse parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica
assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a
ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito
rappresentanza. C’è un sud che si è già aperto all’Italia e
considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione
localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali,
amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con
orgoglio alla conoscenza del mondo. C’è la necessità di
riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto
al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende
svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al
Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società
civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi
delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli
decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte
concrete. E’ un modello aperto di partecipazione e di relazione
interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di
vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno
e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito
dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri
itineranti nella diverse regioni. Contenuti e proposte - I
principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni
dei partecipanti alla Rete sono: 1. Organizzazione interna Bisogna
dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la
contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti
le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo
esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di
delusione e di scetticismo circa la gestione del PD, che pervade
moltissima gente. L’unità del partito non deve essere messa in
discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e
responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di
correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti
individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico
–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie
quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni),
nell’interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di
scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove
l’etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe
dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri
su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le
condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve
divenire il perno di ogni attività politica. E’ opportuno
promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i
candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri
oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione,
esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da
coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di
policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il
nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale. Alcuni
temi programmatici - Riteniamo che ci siano alcuni temi che devono
caratterizzare la politica unitaria del PD e diventarne i pilastri,
dai quali non si può prescindere quali: 1. Ecopolitica Sicurezza,
competitività e sostenibilità delle politiche energetiche nel
quadro della lotta ai cambiamenti climatici per contrastare il
riscaldamento globale, è riconosciuta essere una delle maggiori
sfide che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare nel
21° secolo. E’ una sfida globale fortemente attuale e
indispensabile da affrontare, per salvaguardare l’ambiente. La
politica del Pd deve essere incentrata su questioni che riguardano
le politiche energetiche (contrarie alle centrali nucleari, a
favore del risparmio, dell’efficienza e dell’uso di energie
rinnovabili), le politiche ambientali ed ecologiche (gestione dei
rifiuti, delle acque, etc), e dello sviluppo sostenibile e
responsabile (turismo, cultura, identità locali, natura). 2.
Politiche giovanili Rispetto per i giovani significa proporre loro
modelli di riferimento, per risolvere il problema della corruzione,
riuscendo a creare le condizioni per il loro inserimento
lavorativo, realizzando percorsi formativi di cultura politica.
Problema dell’ascolto, i giovani non dicono nulla di autonomo, sono
spesso cooptati, mentre invece devono essere protagonisti attivi e
determinanti, per creare un patto tra le diverse generazioni grazie
al quale ciascuno si potrà sacrificare per il bene comune. Idea
della creazione di un Polo Interregionale di team project europe,
per evitare la dispersione di tanti giovani che si formano a master
e corsi di alta formazione, consentendo di rapportarsi al mercato
con maggiore forza, mettendo a frutto le professionalità acquisite
sul piano teorico. Lo strumento finanziario per attivare tale Polo
può essere quello dei Fondi strutturali UE, attraverso i programmi
Operativi nazionali – Pon 2007-2013, rivolti all’Obiettivo
Convergenza. E’ necessario eliminare gli sprechi per investire una
buona parte del PIL nella ricerca ed incentivare le assunzioni dei
giovani laureati. Appello ai candidati alla segreteria nazionale I
militanti e i simpatizzanti sono stati delusi dal racconto di lotte
interne difficili da capire e spiazzati dalla mancanza di posizioni
politiche chiare e nette. Oggi chiedono di essere ascoltati perché
non si fidano più. Sul piano programmatico si chiede ai candidati
alla segreteria nazionale, in attesa di decidere in tempi brevi
quale delle rispettive mozioni appoggiare, di accogliere la nostre
istanze riferite a: Questione morale e meritocrazia, da affrontare
con scelte politiche coerenti, pragmatiche ed efficaci. Priorità
tematiche incentrate su Ecopolitica e politiche giovanili, come
precedentemente esposto; Sul piano politico, bisogna intervenire
con le necessarie riforme legislative per modificare il sistema
elettorale vigente, ridurre i privilegi e i costi della politica,
diminuire il numero dei deputati; Il Sistema delle primarie vere
deve diventare lo strumento democratico per decidere chi deve
essere il nostro rappresentante, da vivere come un processo lento e
consapevole, per arrivare alle elezioni attraverso un vero processo
partecipativo di democrazia.
La sannita Santaniello nominata nella Rete
Interregionale del Partito Democratico> Elvira
Santaniello, membro del Circolo territoriale di San Giorgio del
Sannio e dell'Esecutivo Nazionale del Circolo del PD on line Barack
Obama, è stata nominata nel Coordinamento Nazionale della Rete
Interregionale del Partito. “L'idea di creare una Rete tra persone
fisiche di diversa provenienza – si legge in una nota -, desiderose
di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per
l'impegno politico, nasce dall'esigenza di rendere partecipi gli
iscritti al PD, di favorirne il confronto, superando i confini
locali dei Circoli territoriali con l'idea di affiancarne e
supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro
interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità
verso l'esterno del partito”.
Interregionale del Partito Democratico> Elvira
Santaniello, membro del Circolo territoriale di San Giorgio del
Sannio e dell'Esecutivo Nazionale del Circolo del PD on line Barack
Obama, è stata nominata nel Coordinamento Nazionale della Rete
Interregionale del Partito. “L'idea di creare una Rete tra persone
fisiche di diversa provenienza – si legge in una nota -, desiderose
di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per
l'impegno politico, nasce dall'esigenza di rendere partecipi gli
iscritti al PD, di favorirne il confronto, superando i confini
locali dei Circoli territoriali con l'idea di affiancarne e
supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro
interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità
verso l'esterno del partito”.
giovedì 9 luglio 2009
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