Rassegna Stampa Rete Rose Rosse PD

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domenica 26 luglio 2009

giovedì 23 luglio 2009

domenica 19 luglio 2009

sabato 18 luglio 2009

Le Rose del Partito Democratico
A Manfredonia sbocciano le Rose Rosse del Sud: una voce autorevole nel processo riformista del PD.

MANFREDONIA (Foggia) - Sebbene non abbia ottenuto un numero di voti adeguato per andare a Strasburgo, Cinzia De Marzo, candidata PD al Parlamento Europeo, ha ottenuto ben tredicimila voti ( distribuiti in sei Regioni), un numero importante che le dà comunque grande visibilità politica ed una solida base per rincominciare a realizzare il suo ambizioso progetto.

Infatti dopo una brevissima quanto fisiologica delusione iniziale, per la sconfitta elettorale, la De Marzo ha deciso di rimboccarsi le maniche, di non vanificare il lavoro effettuato sul territorio nella trascorsa campagna elettorale, e anzi forte di questa esperienza, di ripartire per un “nuovo corso”. Un atto dovuto per non deludere le aspettative delle numerose persone che hanno creduto in lei, come speranza di cambiamento, esprimendo il proprio voto in suo favore.

La sola cittadina di Manfredonia le ha regalato il maggior numero di voti ( ben 700, seconda solo a Bari, sua città di residenza) ed è per questo motivo, per gratitudine alla sua cittadinanza, che è stata scelta come punto di ripartenza.

Proprio come fece Diomede l’eroe omerico che all’ indomani delle brutture e distruzioni della Guerra di Troia, alla ricerca di un terreno più fecondo giunse sull’attuale Gargano per ricominciare, gettando così le basi della grande civiltà della nostra amata Puglia.

Pertanto lo scorso sabato 11 luglio, Cinzia De Marzo, con un invito aperto ai circoli politici del Sud Italia e alla società civile, ha indetto a Manfredonia una riunione organizzativa presso l’Associazione Culturale Diomedes per discutere del futuro del PD, con un atteggiamento sì riformista ma al contempo costruttivo e propositivo.

Sono arrivati numerosi, da ogni parte del meridione ( anche dai circoli salentini del Pd), per ascoltarla e per dare il loro contributo personale.

Da questo incontro è nato un vero e proprio “Manifesto di Manfredonia”, un documento che getta le basi del nuovo corso, in previsione del Congresso che si terrà a ottobre sulla scelta della leadership del maggior partito di opposizione.

Il progetto ambizioso scaturito, prevede la creazione di una rete interregionale “La rete delle Rose Rosse” “una rete - si legge nel documento - tra persone di diversa provenienza, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l’ impegno politico (…) superando i confini territoriali in una dimensione di respiro interregionale in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l’ esterno del partito.

L’obiettivo è dunque superare il modus operandi dei vari Circoli territoriali che anzichè essere l’ espressione più democratica dei militanti del partito stesso, sono spesso invece presenti solo sulla carta, non aggregano la gente, non si rapportano direttamente con i cittadini, finendo col diventare mere entità astratte.

La Rete delle Rose Rosse parte dal Sud ma vuole ridurre le distanze con il nord, valorizzando le virtuose esperienze imprenditoriali, formative e amministrative locali e troppo a lungo sottovalutate.

In tal senso, la Rete intende infatti svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al PD, di istanze e proposte provenienti dalla società civile ma anche di interlocuzione diretta con i vari livelli istituzionali affinchè siano fornite risposte concrete.

Un modello di relazione interregionale aperto e dinamico che si avvale virtualmente di un social network (http://reteroserossepd.ning.com/) e fisicamente di incontri itineranti nelle diverse regioni.

La vera urgenza è la riorganizzazione del PD che “deve” superare le contraddizioni interne, causa dell’ attuale sentimento di delusione e scetticismo che pervade moltissima gente.

“L’unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre un’ immagine diversa di maggiore serietà e trasparenza (…) dando esempi di correttezza e coerenza, negli impegni assunti sul piano politico istituzionale, nell’ interesse delle classi più deboli da proteggere.
Occorrono nuovi scenari programmatici che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale creando reali condizioni di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica”.

Stabilito questo, a livello generale, Cinzia De Marzo riprende alcune tematiche a lei care, tematiche che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale e che auspica diventino pilastri programmatici del PD nazionale: l’ecopolitica e le politiche giovanili, entrambi temi di urgente trattazione in quanto proiettati nell’ immediato futuro.

Quanto all’ecopolitica la comunità internazionale è ormai unanime nel considerare il riscaldamento globale, e i conseguenti cambiamenti climatici e desertificiazione, una delle maggiori sfide globali del nostro secolo. “L’ambiente non è un sottosistema ma un macrosistema in cui tutti siamo destinati a convivere, prima ne diventiamo coscienti meglio sarà per tutti”.

La linea del PD deve essere dunque di salvaguardia dell’ ambiente, con politiche energetiche contratrie alle centrali nucleari e favorevoli all’ uso di energie rinnovabili, con politiche ecologiche (gestione rifiuti, delle acque ecc.) e volte allo sviluppo sostenibile (turismo, cultura, identità locali, natura).

Secondo punto è l’elaborazione di politiche giovanili, i giovani sono il nostro futuro ma spesso non trovando spazio nel proprio contesto territoriale sono ancora costretti a fare le valige per il nord o addirittura all’ estero per vedere valorizzare i propri titoli, con una tragica emoraggia di risorse umane necessarie allo sviluppo stesso del nostro territorio.

L’ idea è quella di creare un Polo Interregionale di “team project europe” che permetta ai giovani di mettere a frutto le professionalità acquisite sul piano teorico.

Lo strumento finanziario per attivare tale Polo potrebbe essere quello dei fondi strutturali dell’ UE, ma soprattutto i fondi derivanti dall’ eliminazione degli sprechi, dei privilegi e dei spropositati costi della politica attuale, con necesarie riforme legislative, in modo tale da destinare buona parte del PIL nella creazione di nuove opportunità di sviluppo e nell’ inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Questo l’ambizioso disegno che con grande entusiasmo, ottimismo e determinazione, Cinzia De Marzo ha delineato, dando vita alle Rose Rosse del Pd, e come si dice “Se son rose… fioriranno!”

Francesco Mattia Ferrara

mercoledì 15 luglio 2009

Elvira Santaniello è nel coordinamento nazionale della Rete Interregionale del Pd Il movimento intende svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al partito.
Elvira Santaniello, membro del Circolo territoriale di San Giorgio del Sannio e dell'Esecutivo Nazionale del Circolo del Pd on line Barack Obama, è stata nominata nel Coordinamento Nazionale della Rete Interregionale del Partito. "L'idea di creare una Rete tra persone fisiche di diversa provenienza – si legge in una nota -, desiderose di aggregarsi spontaneamente e motivate dalla passione per l'impegno politico, nasce dall'esigenza di rendere partecipi gli iscritti al Pd, di favorirne il confronto, superando i confini locali dei Circoli territoriali con l'idea di affiancarne e supportarne il lavoro, in una dimensione più ampia di respiro interregionale, in grado di interloquire con maggiore credibilità verso l'esterno del partito. Molto spesso i Circoli, che dovrebbero essere l'espressione più democratica della base dei militanti, sono solo sulla carta, non si riuniscono i coordinamenti, non aggregano la gente, non rispecchiano il concetto di collettività e comunità aperta, hanno difficoltà a rapportarsi con i cittadini perché privi di un messaggio politico unitario e credibile. E' importante avere un luogo comune in cui discutere e parlare dando voce, ascoltando e stando tra la gente, affinché le istanze vengano recepite dai detentori del "potere decisionale", i quali devono dare effettivi riscontri durante l’esercizio del proprio mandato politico-istituzionale". "La Rete delle Rose Rosse - prosegue la nota - parte dal Sud perchè questo territorio non rivendica assistenza, non delega a responsabilità centralistiche ma tende a ridurre le distanze tra nord e sud, in quanto ha già costruito rappresentanza. C'è un sud che si è già aperto all'Italia e considera il meridionalismo un limite territoriale con una visione localistica, poiché ci sono esperienze virtuose imprenditoriali, amministrative e formative che vanno recuperate e lanciate con orgoglio alla conoscenza del mondo. C'è la necessità di riconoscersi in un partito che ci rappresenti, che sia più aperto al dialogo e alla partecipazione. In tal senso la Rete intende svolgere una funzione di Osservatorio delle dinamiche interne al Pd, di sintesi delle istanze provenienti dalla base e dalle società civile, di elaborazione di proposte condivise, frutto dell’analisi delle criticità interne, di interlocuzione diretta con i livelli decisionali e istituzionali, affinché siano fornite risposte concrete. E' un modello aperto di partecipazione e di relazione interregionale, che favorisce il confronto e lo scambio di punti di vista con approccio dinamico, si avvale di un coordinamento interno e comunica sia virtualmente attraverso un social network ed un sito dedicato con relativo blog, sia fisicamente, con incontri itineranti nella diverse regioni". "I principali punti programmatici sui quali convergono le riflessioni dei partecipanti alla Rete sono: Organizzazione interna del Pd Bisogna dimostrare nei fatti che il Pd sia moralmente sano, che superi la contraddizione tra regole statutarie e scelte politiche, rispetti le regole e assicuri le pari condizioni per tutti, facendo esprimere le donne e gli uomini, riesca a sfatare il sentimento di delusione e di scetticismo circa la gestione del Pd, che pervade moltissima gente. L'unità del partito non deve essere messa in discussione, ma occorre una immagine diversa, di maggiore serietà e responsabilità, moralità e trasparenza, dando degli esempi di correttezza e coerenza nelle scelte e nei comportamenti individuali, rispettando gli impegni assunti sul piano politico–istituzionale, attraverso un sana gestione amministrativa (specie quella dei Fondi strutturali 2007-2013 da parte delle Regioni), nell'interesse delle classi più deboli da proteggere. Mancanza di scelte chiare e precise del Pd sul piano ideologico, laddove l'etica della coerenza è legata alla capacità di avere una classe dirigente che costruisca gli scenari programmatici, che si incentri su valori e identità chiare, e sappia creare le opportunità e le condizioni reali di sviluppo, valorizzando il merito, che deve divenire il perno di ogni attività politica. E' opportuno promuovere una discussione dal basso ed aperta per selezionare i candidati a tutte le cariche elettive, individuando criteri oggettivi che tengano conto di competenze, onestà, motivazione, esperienza, evitando la duplicazione delle cariche, in modo da coinvolgere i migliori tecnici e professionisti nell’attività di policy-making e puntare su riforme strutturali che sblocchino il nostro sistema economico gerontocratico ed autoreferenziale".